E scordano sempre il perdono.

Ho accolto con molto sospetto le parole di ieri del ministro Alfano che chiedeva lo stato di emergenza per il  sistema carcerario italiano.

Che ci sia una necessità di riforma è logico, basterebbe vedere il numero drammatico dei suicidi nelle prigioni italiane. Ma questi morti, che hanno vissuto un personale ergastolo per i delitti che hanno commesso, non sono sufficienti ad illustrare il malessere di questa popolazione di ultimi che giorno per giorno combatte per affermare la propria dignità di esseri umani.

Ancora minore però è stata la mia speranza quando ho letto cosa propone effettivamente il ministro per affrontare il problema. Solo l’idea di aumentare il numero dei posti è allucinante ma non è che la conseguenza di una politica che il centrodestra persegue da almeno quattro anni: quella di sottolineare una emergenza sicurezza quasi del tutto inventata ed al contempo quella di allargare il numero stesso dei reati puniti con la carcerazione (si veda alla geniale trovata del reato di immigrazione clandestina).

In più, il governo promette di mettere mano al portafoglio con un gigantesco piano di edilizia carceraria, ovviamente senza presentare alcun piano di copertura finanziaria, in un momento storico nel quale l’edilizia civile è al collasso come hanno dimostrato le tragedie d’Abruzzo e di Messina del 2009.

Vogliamo dire una volta per tutte che il problema delle carceri si affronta dal punto di vista legislativo? Fin quando leggi scandalose come la Fini-Giovanardi o la Bossi-Fini (“curiosamente” firmate dal nuovo idolo dei progressisti italiani l’ex-fascista, ex-AN, ex-tutto Gianfranco Fini) costringeranno al carcere gli ultimi e gli esclusi le nostre prigioni non faranno che affollarsi e riempirsi di disperazione. Tossicodipendenti e clandestini entrano in galera con la certezza di essere maltrattati e la triste aspettativa della recidiva dopo la liberazione.

Purtroppo neppure nell’opposizione si registrano aperture reali. Ho ancora in testa le urla allo scandalo quando fu deciso l’indulto e mi ricordo bene da che parte venivano. C’è qualcuno in Italia che si eccita solo quando scattano le manette, quando si chiudono le porte della galera. E questo qualcuno appartiene troppo spesso ad una certa sinistra che sventola il vessillo dell’anti-politica e del “buttare la chiave”.

Mi rendo conto che la certezza della pena è senza dubbio più vendibile al telegiornale ma in uno stato che voglia ancora dirsi di diritto, prima è necessaria la dignità della pena.

Annunci

One Response to E scordano sempre il perdono.

  1. Francesco ha detto:

    Hai ragione, e intervengo solo per aggiungere che non si tratta nemmeno di contraddire la certezza della pena, anzi il contrario. La pena assegnata dal giudice a quei detenuti non prevede la condivisione della loro cella con sei persone, il dormire a terra, non poter fare l’ora d’aria, eccetera. La certezza della pena sarebbe già un passo avanti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: