Alle riforme! Alle riforme!

Il governo Lombardo-ter si è formato! Allelujah! Se ne sentiva davvero il bisogno. Ma c’è una nuova importante novità: il neo-assessore Mario Centorrino è iscritto al Partito Democratico. La nomina sembra essere la conclusione del dialogo tra alcuni dirigenti del partito di opposizione ed il governatore dell’MPA. Anche lo stesso segretario del partito in Sicilia, Peppino Lupo aveva detto che Lombardo proponeva di convergere su alcune riforme e non sui nomi degli assessori. Ora aspettiamo le riforme. Alcuni però non sono d’accordo come Rita Borsellino ed Enzo Bianco che hanno lanciato una petizione online contro il patto scellerato all’Assemblea Regionale.

Raffaele Lombardo, soprannominato “Arraffaele” da alcuni amici, è stato eletto presidente della regione Sicilia il 14 aprile 2008 con un consenso importante: il 65% delle preferenze. Il politico catanese ha battuto in quella occasione Anna Finocchiaro, candidata del centrosinistra unito grazie al sostegno di PDL, UDC e del suo partito l’MPA. Purtroppo per Lombardo e per i siciliani tutti, il governo regionale non è stato un clamoroso successo. Pur godendo di una grande maggioranza, infatti, il centrodestra ha litigato in modo molto intenso fin dalle prime settimane di governo arrivando a livelli di tensione sconosciuti su tutto il territorio nazionale. Così, a poco a poco, dal governo regionale sono stati allontanati gli assessori dell’UDC di Cuffaro e tutti quelli che si opponevano al governatore. Addirittura, il PDL in Sicilia si è scisso: il PDL Sicilia, guidato da Gianfranco Micciché sostiene il governo mentre il PDL nazionale, i “lealisti” sono all’opposizione. In questo marasma il PD, una volta uscito dalle primarie, ha cercato di capire quale potesse essere il suo ruolo. Pare evidente a tutti che le elezioni anticipate porterebbero al governo di nuovo la coalizione di centrodestra: per questo motivo, data la situazione davvero peculiare di squilibrio politico, qualcuno ha pensato di poter fare a meno degli elettori e partecipare direttamente al governo.

In questo frangente non mi resta che rinfrescare la memoria (in qualche caso davvero recentissima se non contemporanea) a chi vuole collaborare con l’MPA lombardiano sulle scelte di voto che la formazione autonomista siciliana ha preso durante questa legislatura a Roma.

Partiamo dall’argomento caldo, il processo breve. Proprio oggi Maurizio Gasparri ha ringraziato Giovanni Pistorio (MPA) per il sostegno al DDL sul processo breve: qui ne da notizia, in pompa magna, il sito dell’MPA. Ma in generale la linea degli autonomisti sulla riforma della giustizia è chiara: basta leggere questo articolo del Sole 24 Ore del due dicembre. L’MPA non partecipa neppure alla votazione sulla cosiddetta “Bozza Violante”. Qualche cosa vorrà dire.

Adesso passiamo alla riforma della scuola. Voluta intensamente dal ministro Gelmini ha causato le ire di studenti e insegnanti. Il PD è naturalmente contrario ai tagli. E l’MPA? In parlamento vota diligentemente col governo poi rilascia dichiarazioni contro la riforma dicendo No alla riforma. Grande coerenza, vero? Quella che serve per le riforme in Sicilia.

Ma andiamo avanti. Qualcuno ricorderà lo scandalo provocato tra gli elettori del PD dalla scelta della senatrice Binetti di votare contro la proposta Concia contro l’omofobia. In quel caso, infiammato dalla passione delle primarie, il segretario uscente Dario Franceschini era arrivato a minacciare l’esclusione della cattolicissima Paola dal partito. Chi l’avrebbe presa tra le sue amabili braccia? Ma l’MPA naturalmente: il deputato Iannaccone non aspettava un momento per invitare la Binetti nel suo partito dicendo: “Alla Binetti, con la quale sulle questioni eticamente sensibili siamo in perfetta sintonia, esprimiamo la nostra solidarietà e la invitiamo a venire nel Mpa dove potra’ liberamente esprimere le sue idee e le sue convinzioni“. In che senso sintonia? Beh, basti vedere cosa diceva Iannaccone a proposito della negazione del patrocinio ministeriale al gay-pride di Roma: “il ministro Carfagna ha perfettamente ragione“.

Beh, d’altra parte l’MPA è sicuramente un partito riformista ed aperto al cambiamento. Per questo motivo si è presentato alle elezioni del 2009 con un grande movimento innovatore: la Destra di Francesco Storace.

Come dimenticare, infine, la posizione internazionalista sui fenomeni migratori. Grazie ai voti dell’MPA, solidale con il governo, è stato approvato a luglio il “pacchetto sicurezza“, inviso addirittura al Vaticano e per questo rifiutato anche dall’altro movimento cattolico ex democristiano, l’UDC dal quale provengono molti personaggi autonomisti ed anche lo stesso Lombardo. Con questa simpatica votazione, l’Italia ha introdotto il reato di immigrazione clandestina sprecando innumerevoli risorse per ragioni propagandistiche e annichilendo quel sistema delle carceri che il ministro Alfano oggi vuole riformare d’urgenza. Che dire?

Come si fa a pensare che con l’MPA si possa parlare di riforme?
Chi lo pensa in Sicilia può essere motivato da due convinzioni: o pensa che Lombardo sia cambiato o accetta di restare sotto il tavolo mentre il banchetto continua aspettando che cada qualche osso, qualcosina da rosicchiare.
Ed intanto la Sicilia affonda.

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One Response to Alle riforme! Alle riforme!

  1. […] dopo Lazio, Puglia e Sicilia (in cui non si voterà, ma dove abbiamo deciso allegramente di appoggiare un governo di destra) restano Umbria e Veneto. Civati suggerisce che Bersani proceda in ordine […]

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