Notizie da una città dimenticata.

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In questi giorni, con l’Italia giustamente distratta da altre faccende, a Palermo si consuma lo scandalo quotidiano della pessima amministrazione. Il sindaco Diego Cammarata, rieletto appena due anni fa al comune dopo aver battuto il candidato dell’opposizione Leoluca Orlando, è stato travolto da una incredibile serie di scandali che coinvolgono la sua amministrazione e le aziende comunali che dipendono dalle sue nomine. Cammarata aveva promesso miglioramenti alla viabilità, nella gestione dei rifiuti, nella vivibilità della città. Dopo due anni il suo fallimento è evidente a tutti.
Il sindaco del PDL è ormai in minoranza all’interno del consiglio comunale, consiglio che ha sempre disertato dopo la rielezione (si è presentato in aula solo due volte in due anni, una specie di record nazionale). A Palermo tutti sanno quali sono i problemi che la giunta Cammarata non ha mai affrontato o non è riuscita a risolvere. Fuori dalla Sicilia, invece, le vicende del capoluogo sono poco conosciute. Sarebbe interessante chiedersi perché, visto che Palermo è una delle città più importanti d’Italia, roccaforte di un centrodestra che controlla tutti i livelli della pubblica amministrazione. Tuttavia, in una settimana in cui si parla di morti di serie B dopo la tragedia di Messina, è evidente a tutti i siciliani il riguardo che le notizie regionali hanno sulla stampa nazionale. D’altra parte è una prassi ormai confermata, sottolineata più di una volta anche da Roberto Saviano quando parla di mafia, quella di relegare i problemi del sud al contesto locale, cercando di evitare che essi possano essere discussi a livello nazionale. Ed infatti di sud e di Sicilia si parla soltanto quando viene arrestato qualche latitante o quando succede un disastro. Come se il meridione fosse un ospite poco gradito quando si devono discutere i problemi dell’Italia.
Invece, il caso di Palermo, dimostra come l’insuccesso e l’incapacità della amministrazione locale non siano legati ai soliti inghippi siciliani ma ad una politica più diffusa del centrodestra nazionale impegnato nella costruzione di appalti colossali dove ci sarebbe bisogno di intervenire in fretta per colmare le carenze più elementari che affliggono la popolazione.
L’amministrazione Cammarata bis è travolta in questi giorni da due scandali. Il primo, l’unico ad aver meritato un po’ di spazio a livello nazionale nel telegiornale satirico Striscia la Notizia, riguarda uno scoop fatto dalla giornalista Stefania Petyx. Un impiegato della Gesip, azienda comunale per i servizi, bacino elettorale e clientelare per le amministrazioni locali, sarebbe in realtà al servizio privato del sindaco. Il signor Franco Alioto, marinaio che lavora sullo yacht del primo cittadino, ormeggiato nel porto di Palermo, verrebbe pagato dalla Gesip e quindi con soldi pubblici. Si tratta di uno scandalo personale che coinvolge direttamente il sindaco, il quale si sarebbe impegnato per la sua assunzione e per fare ottenere al suo “skipper” una serie di promozioni assolutamente immotivate; tuttavia le considerazioni che nascono da esso non hanno nulla di privato: ecco come il centrodestra siciliano usa il denaro pubblico che elemosina a Roma. Dopo l’esplosione dello scandalo, rimasto inspiegabilmente confinato nello spazio satirico dell’informazione nazionale, l’opposizione comunale ha cercato in vari modi di presentare una mozione di sfiducia contro il sindaco, che da parte sua naturalmente rifiuta di dimettersi nonostante l’evidenza delle prove presentate contro il suo comportamento. La città è stata per qualche giorno in subbuglio, molti cittadini hanno protestato, manifestato e attaccato il sindaco con nessuna conseguenza. La maggioranza di centrodestra in comune, che nel frattempo probabilmente attende istruzioni dall’alto, fa ostruzionismo per evitare la sfiducia ma allo stesso tempo non si schiera in modo aperto a difesa del sindaco.
Non c’è da stupirsi di questo atteggiamento, visto che il centrodestra siciliano è scosso ormai da mesi da una lotta politica senza quartiere tra i politici di PDL, UDC ed MPA. Ma a prescindere dalla lotta interna, Cammarata è diventato indifendibile soprattutto perché il comune di Palermo è vicino alla bancarotta ed ha chiesto più di una volta l’intervento del governo nazionale per sanare i suoi debiti. Ecco quindi che va sottolineato il secondo e più grave scandalo che sta coinvolgendo l’amministrazione Cammarata: il problema dei rifiuti. La situazione di Palermo è molto simile a quella di Napoli dello scorso anno. L’azienda comunale per la gestione dei rifiuti (Amia) è al tracollo in seguito ad una politica sconsiderata da parte dei suoi amministratori, vicini alla maggioranza di centrodestra. I fondi messi a disposizione per la gestione dell’immondizia sono stati usati per viaggi all’estero dei dirigenti, sponsorizzazioni all’estero e fattispecie estranee alla corretta amministrazione. Nel frattempo, la discarica di Bellolampo, bacino di raccolta della città di Palermo è in una situazione spaventosa: sacchetti di immondizia ai margini dell’abitato cittadino, misure ecologiche violate oltre ogni limite, addirittura un lago non monitorato di percolato pronto ad inquinare per sempre le falde vicine a Palermo. Nessuno parla, ovviamente, di raccolta differenziata. L’Amia perde 100.000 euro al giorno ed ha un buco di 180 milioni di euro (come certificato dal Tribunale di Palermo che ne ha chiesto il fallimento). In questa situazione catastrofica la giunta Cammarata pensa a rilanciare promettendo un inceneritore. Grandi opere per contrastare grandi problemi: peccato che le opere non si facciano e i problemi rimangano.
La situazione è ormai arrivata al tracollo. Questi scandali infatti sono soltanto gli ultimi due di una lunga serie. Nel frattempo tutti scendono dalla barca del sindaco. Nessuno l’ha votato, nessuno lo conosce, nessuno lo approva. Allo stesso tempo nessuno in Italia si occupa di Palermo: vi ricordate come Napoli ed i suoi rifiuti fossero al centro della cronaca italiana? L’indifferenza verso le faccende siciliane è un grave problema per la politica italiana, soprattutto per Partito Democratico. Costruire un’alternativa è necessario ma il partito è in gravissimo ritardo.
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2 Responses to Notizie da una città dimenticata.

  1. Erminia Scaglia ha detto:

    Tutto quel che dici, è ancora più scandaloso se raffrontato alla ridicola campagna elettorale del 2007, per intenderci quella dei manifesti rossi. Ormai in Italia quello che preoccupa è l’incapacità del popolo di saper discernere quello che legge dalla realtà. Se Berlusconi ha detto di aver creato 1.000.000 di posti di lavoro la gente ci ha creduto, anche se le aziende hanno chiuso, anche se Cammarata diceva di aver risolto i problemi dell’acqua, dei rifiuti e del trasporto, la gente lo ha votato. Basta dirle le cose e con convinzione che qualche pollo ci crederà. Ho deciso che anch’io dirò di essere alta, bionda e formosa, vedrai quanti uomini cadranno ai miei piedi ma, scherzi a parte, occorre avere dietro anche una forza mediatica consistente e Cammarata con i suoi manifesti rossi abbattè e confuse ogni altra propaganda politica di sinistra che da tutto quel rosso venne puntualmente offuscata.

  2. Mr.anonymus ha detto:

    Mi dispiace veramente sentire queste drammatiche notizie attuali dalla sicilia. Non oso dire che dietro questa miseria ci siano…Posso solo dirle una cosa molto preoccupante che sapete già da molto tempo?

    Da quando é scoppiata la rivoluzione industriale, fino ad oggi, le imprese industriali stanno producendo
    prodotti di consumo in base ai quali, si accumulano tantissimi rifiuti. Questo problema in effetti viene gestito dal libero mercato e anche se il governo impone dei sistemi di reciclaggio moderni,
    l’inquinamneto atmosferico persiste e continua.

    La situazione dei scienziati sarebbe quella di costruire inceneritori che respingono tutte le emissioni pericolose al difuori dell vapore acquoso, sottoterra, inmagazzinandole dentro spazi liberi nella crosta terrestre.La produzione di prodotti e le emissioni dovrebbero continuare su accordi di imprenditori che usano ecologicamente energia e ambiente.Il futuro di questo pianeta stà nelle nostre mani e la decisione di resposabilità per la terra, rimane ai nostri figli.Se vogliamo cambiare atteggiamento dobbiamo anche cambiare la nostra mentalità e il modo di agire.

    Iniziamo oggi!
    Domani forse sarà troppo tardi…

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