Il fischio del vapore.

Freccia del Sud

Ancora una volta mi occupo della mia terra infelice. Pare che le Ferrovie dello Stato vogliano tagliare i collegamenti con il continente. A denunciarlo è la CGIL che afferma di aver preso visione del progetto di viabilità previsto per il 2010. Le ferrovie manterrebbero soltanto le tratte regionali costringendo i viaggiatori siciliani a cambiare vettura per raggiungere l’Italia.
Nel giorno in cui il ministro Alfano viene a blaterare di un’opera irrealizzabile come il ponte sullo stretto di Messina, voluto da pochi, temuto da tanti, questa notizia aggiunge l’ennesima prova alla sensazione che a Roma nulla sia cambiato negli ultimi due millenni. La Sicilia è ancora vista come una provincia granaio, come ai tempi dei cesari. Che il grano si sia trasformato in pacchetti di voti è solo un tangibile e triste segno dei tempi.
Viaggiare in treno in Sicilia è già una tragedia. Le città sono collegate da strutture antidiluviane: spesso con binario unico. Ancora più disperata è la situazione dei collegamenti con i paesi dell’interno dell’isola. Finora, il treno più importante per Milano, capitale economica d’Italia e meta di moltissimi emigranti di lusso, è un treno vecchio e sporco chiamato con crudele ironia Freccia del sud. 26 ore da Agrigento a Milano, senza neppure passare per Palermo. 26 ore ed il biglietto costa quasi quanto uno aereo.
Provate a prendere un treno a Milano con una qualsiasi diversa destinazione. Andate in Francia, in Germania, uscite anche dall’Europa. Difficilmente in 26 ore non raggiungereste un altro continente. La distanza è reale ma è maggiore il disprezzo di chi ci governa della quantità dei chilometri.
Se l’amministrazione Lombardo fosse davvero interessata al bene della Sicilia, accantonerebbe il progetto del ponte. Molte altre sono le infrastrutture da realizzare prima di lanciarsi nel volo pindarico di unire l’Italia e la Sicilia. Nell’anno tragico del terremoto in Abruzzo, costruire il ponte a campate più lungo del mondo su una zona sismica sembra una sfida degna della torre di Babele. Se la punizione fosse la stessa, almeno avremmo qualche parola nuova per maledire questa schifosa amministrazione.

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One Response to Il fischio del vapore.

  1. Luigi Russo ha detto:

    E’ sempre la stessa storia caro amico. Le vicende dello stretto di messina, sono simili a quello del passaggio di mestre. Un miliardo di euro buttati, quanto poi poco distante un tratto meno lungo è costato 131 milioni.
    Dietro tutto questo c’è un solo nome: Impregilo.

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