Nuova influenza: i dati sulla mortalità erano sbagliati.

Influenza H1N1

Qual è il vero tasso di mortalità della nuova influenza?
Una domanda interessante ma alla quale è difficile dare una risposta certa. L’inserimento di quella che veniva all’inizio chiamata influenza suina nell’elenco delle pandemie da parte dell’OMS in parte giustifica l’allarme diffuso dai mezzi di informazione nonostante alcune voci si levino per affermare che la malattia non sarebbe poi così letale. Secondo Wikipedia, una pandemia è  una epidemia la cui diffusione interessa più aree geografiche del mondo, con un alto numero di casi gravi ed una mortalità elevata. La cosa sorprendente della nuova influenza sembra essere la velocità con la quale si diffonde in tutto il mondo.
Il primo caso di quella che veniva allora chiamata influenza suina si è manifestato in Messico nell’aprile del 2009. Edgar Hernandez, di La Gloria in Messico è stato il primo essere umano affetto dalla malattia. In seguito la denominazione è stata modificata più di una volta per due motivi: la trasmissione del virus avveniva con contagio tra esseri umani e non per il contatto con gli animali; si temeva un calo di vendite della carne suina per il panico che poteva diffondersi nell’opinione pubblica. Oggi questo ceppo dell’influenza viene chiamato Influenza A, sottotipo H1N1.
In questi giorni molti casi sono segnalati in Europa, in Australia e negli Stati Uniti (qui una mappa per tenere d’occhio la diffusione del contagio). La mortalità è abbastanza alta contrariamente a quanto dichiarato dal vice ministro del welfare con delega alla sanità Ferruccio Fazio in una conferenza stampa del 14 luglio. Il membro dell’esecutivo italiano aveva dichiarato agli organi di stampa che il tasso di mortalità dell’influenza era inferiore rispetto alle statistiche che riguardano l’influenza stagionale, che presenta generalmente una mortalità pari all’1 per 1000 (la mortalità dichiarata da Fazio per la nuova influenza era dello 0,4 per 1000). Queste dichiarazioni avevano provocato dubbi nell’opinione pubblica rispetto alla necessità di vaccinarsi. Qualcuno ha addirittura ipotizzato un complotto delle case farmaceutiche per vendere un maggior numero di farmaci. In realtà, nonostante sia vero che gli industriali della sanità stiano investendo moltissime risorse nello sviluppo dei vaccini (che dovrebbero essere pronti a settembre), le reali statistiche sulla mortalità della malattia sono dieci volte superiori rispetto a quanto diffuso dal vice ministro Fazio. Questi dati sono disponibili sul sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, in una pagina che illustra le persone colpite dall’influenza paese per paese ed il numero dei decessi. Il dato emergente è preoccupante: la mortalità sarebbe pari al 4 per 1000, quindi di quattro volte superiore alla mortalità per l’influenza stagionale.
L’altro dato fornito da Fazio il 14 luglio è quello del contagio atteso: il ministero del welfare si aspetta una cifra di contagiati intorno ai 3 o 4 milioni.  Se questo dato risultasse credibile, il numero dei decessi attesi dovrebbero essere superiore alle 3000 vittime.
La diffusione del panico non è sicuramente utile a nessuno ma non è neppure giusto che i dati vengano nascosti.
L’autunno porterà con sé un numero imprevedibile di vittime. Sottovalutare la virulenza dell’influenza potrebbe avere effetti catastrofici. Le categorie a rischio dovranno assolutamente vaccinarsi. Assumere antivirali prima che gli effetti della malattia siano diagnosticati è però sconsigliato. Una precauzione efficace dovrebbe invece essere quella di lavarsi le mani con una certa frequenza.

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4 Responses to Nuova influenza: i dati sulla mortalità erano sbagliati.

  1. Acilio ha detto:

    “…..L’autunno porterà con sé un numero imprevedibile di vittime. Sottovalutare la virulenza dell’influenza potrebbe avere effetti catastrofici……”
    dove sono tutte queste morti annunciate?
    confrontale con le forme influenzali stagionali e poi vedi se i numeri danno ragione a te.

  2. Sergio Petrona Baviera ha detto:

    I dati sono disponibili a tutti, proprio ai link che ho aggiunto a questo articolo.
    Spero che le categorie a rischio si siano vaccinate per tempo. Io l’ho fatto, come asmatico.
    Sarei felice se non ci fosse neppure un morto da oggi in poi per l’H1N1. Ma quello che mi premeva dire quando ho scritto questo post è che i dati diffusi dal Ministero erano sbagliati.
    Sottovalutare l’impatto di un virus può avere grosse conseguenze: guarda cosa è successo in Argentina.
    http://en.mercopress.com/2009/07/03/argentina-reports-44-deaths-highest-ah1n1-virus-flu-mortality-rate

  3. […] e zoonosi, un legame importante. Chi legge questo blog sa che qualche mese fa mi sono occupato della pandemia influenzale conosciuta come influenza suina. Dopo qualche settimana di titoli sui […]

  4. patrizia ha detto:

    La penso esattamente come te.. Ho letto anch’io (lo consulto spesso) il sito dell’Oms, ma quando ne parlo mi danno della catastrofista..Ora cominciano le morti fra i giovani e le persone senza patologie pregresse.. Se lo dici ai medici ti rispondono che “è sempre avvenuto”. Ma quando? Io non ricordo tanti casi fra bambini e giovani. E se poi i decessi avvengono fra persone con patologie queste non dovrebbero essere vaccinate? C’è qualcosa che non torna.. Ciao e finalmente uno che ragiona e pensa con la propria testa!!!!

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