Giustizia per Federico Aldrovandi.

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Nel giorno in cui i giornali danno la notizia della condanna a tre anni di un tossicodipendente napoletano che aveva rubato un pacchetto di wafer (valore 1 euro e 29) in un supermercato, stona in modo doloroso leggere anche della condanna degli assassini di Federico Aldrovandi. I quattro poliziotti che hanno ucciso il diciottenne ferrarese massacrandolo di botte e hanno cercato in ogni modo di depistare le indagini, sono stati condannati a tre anni e sei mesi di carcere. Non sono neppure stati espulsi dalla polizia.
Gli agenti Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri sono stati giudicati colpevoli di “eccesso colposo” per avere provocato la morte  di Federico Aldrovandi, colpevole di aver assunto una quantità trascurabile di alcool, ketamina e eroina in un parco la notte del 25 settembre 2005.
La condanna subita dai poliziotti che hanno addirittura rotto due manganelli sul corpo del povero Federico, che hanno spostato il cadavere cercando di nascondere il massacro, che hanno negato e intralciato la giustizia in ogni modo è uno scandalo. Questi quattro mostri che hanno sporcato in modo vergognoso la divisa che indossano, divisa indossata negli anni da eroi come Ninni Cassarà, meritavano una condanna esemplare.
Ora, grazie alle facilitazioni previste dall’indulto, i quattro poliziotti condannati si limiteranno a scontare una condanna leggera. Probabilmente non entreranno mai in carcere.
Nessuno invece restituirà alla vita Federico Aldrovandi, all’abbraccio di sua madre che per mesi attraverso il suo blog ha chiesto giustizia per la morte del figlio. Il disgusto per una sentenza di questo tipo è enorme. Non resta che sperare che questi quattro personaggi siano allontanati dalla polizia.
La morte di Federico è una macchia sulla coscienza civile italiana. Ci presenta un corpo di polizia che ha al suo interno dei gruppi o dei singoli che non hanno scrupoli a intralciare la giustizia. In un momento storico nel quale i margini della libertà di espressione vengono ridotti è bene che le forze dell’ordine siano capaci di fare pulizia al proprio interno. La nostra sicurezza è nelle mani di queste persone. Vogliamo avere fiducia in loro e, purtroppo, non possiamo.

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2 Responses to Giustizia per Federico Aldrovandi.

  1. Paolo ha detto:

    Però forse dovremmo smetterla di lamentarci dell’indulto, visto che lo sapevamo quali processi e reati vi cadevano dentro quando fu approvato. Ricordo, e sono tuttora convinto, che fu un modo in cui lo Stato riconobbe di tenere i detenuti in condizioni disumane per il sovraffollamento delle carceri.
    Credo pure che sia stato fatto per mettere al sicuro alcuni “potenti” che stavano per andare in galera.

    La giustizia non è sempre far scontare il fio. In questo caso, io, come cittadino, credo che sia molto più valido l’accertamento della colpevolezza che il punire fisicamente i colpevoli.
    Mi basterebbe che si riconoscesse che non sono idonei a questo lavoro e venissero espulsi dal corpo.

  2. Sergio Petrona Baviera ha detto:

    Paolo, io penso che la legge sull’indulto andrebbe riformata. Ho anche avuto modo su questo blog di dire che l’effetto che il provvedimento ha avuto su chi aveva sbagliato una volta e si trovava a vivere in condizioni sub umane è sicuramente positivo.
    Ma a me interessa che questi quattro assassini siano puniti.

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