Neda era una ragazza dolce, chiedeva solo giustizia…

Neda Agha Soltan
Il sito internet Tehran Bureau, una delle fonti più importanti sulla crisi in Iran, pubblica oggi la lettera del fidanzato di Neda Aghani Soltan, martirizzata sabato 21 giugno per le strade di Teheran durante una manifestazione che chiedeva pacificamente giustizia e vera democrazia per l’Iran. Caspian Makan ha trentasette anni ed è un autore di documentari naturalistici. La traduco in italiano per voi, chi volesse leggere la versione in  inglese può trovarla qua:

Neda era una ragazza molto felice, era, come posso dire, una persona semplice, innocente, dolce. Era il tipo di ragazza che quando andavamo da qualche parte insieme, tutti la apprezzavano, le persone erano attratte da lei. Era molto gentile con le persone, aveva una personalità davvero dolce, molto dolce, innocente e aperta. Le persone erano attratte da lei.

Non le interessava affatto la politica, né era una contestatrice o un membro di questo movimento della “rivoluzione verde”. Non appoggiava nessuno dei candidati. Voleva solo la democrazia ed un po’ di libertà, un po’ di libertà in modo logico e ragionevole, ecco cosa voleva: solo i diritti primari del popolo iraniano che questo regime vuole portare via.

Ci conoscevamo solo da tre mesi. Non è stato abbastanza a lungo…

Non è vero che dovevamo sposarci. Ne parlavamo ma volevamo conoscerci meglio. Non ci eravamo incontrati in Iran, ci siamo incontrati in Turchia tre mesi fa, eravamo entrambi in vacanza.

La Turchia è uno di quei pochi posti in cui gli iraniani possono andare senza passaporto e avevamo prenotato tutti e due per una gita. Lei era con un’amica, voleva vedere il mondo per quanto possibile, ed io avevo deciso di fare una pausa, di andare in un posto dove poter respirare un po’ di aria libera. Ci siamo incontrati all’aeroporto di Izmir. Per caso eravamo seduti accanto, lei con la sua amica ed abbiamo iniziato a parlare. Ero attratto dal suo sorriso e dal suo modo delizioso di parlare e di essere. La vacanza sarebbe durata 8 giorni e li abbiamo passati insieme per tutto il tempo.

Quando siamo tornati in Iran, abbiamo continuato a vederci. Vivevamo entrambi a Teheran, lei viveva con la sua famiglia nella parte occidentale della città ed io ho un appartamento non molto distante. Il nostro rapporto è diventato più profondo e abbiamo visto che ci piaceva stare l’uno con l’altra; avevamo gusti molto simili, eravamo d’accordo su molte cose della vita, eravamo d’accordo sulle cose veramente importanti. Avevamo gli stessi valori e la stessa visione della vita. Eravamo sempre insieme e siamo diventati molto, molto vicini.

Io sono uno sceneggiatore e un regista; realizzo documentari di storia naturale ed anche lei aveva una passione per la natura. Aveva una personalità artistica e sensibile e le piaceva anche la filosofia. Abbiamo avuto alcune conversazioni così interessanti sulla filosofia, sulla religione… Cantava e suonava il violino e voleva imparare il pianoforte; amava davvero la musica ed aveva cominciato a imparare la fotografia, avevamo comprato da poco una bella macchina fotografica, lei voleva fare fotografie naturalistiche, mi voleva aiutare con i miei libri e i miei film, ed io le stavo insegnando come fare. Aveva molto talento.

Ma non avevamo deciso di sposarci perché ci volevamo conoscere meglio ed erano passati solo pochi mesi. Lei era una ragazza che non desiderava solo avere un fidanzato ed io ho passato l’età in cui si gioca con le storie d’amore. Volevo una cosa stabile. Eravamo seri e siccome volevamo vedere se davvero dovevamo stare insieme, avevamo deciso di passare un po’ di tempo separati per decidere cosa volevamo fare.

Per 10, 12 giorni non c’eravamo visti e non eravamo rimasti in contatto perché volevamo vedere come ci sentivamo davvero l’uno per l’altra. Avevamo scelto un giorno per incontrarci e ci eravamo messi d’accordo che quel giorno avremmo deciso se volevamo davvero stare insieme, passare la vita l’uno con l’altro. Sapevo di volere stare con lei e quando è arrivata all’appuntamento sapevo che anche lei sentiva lo stesso ed ero molto felice. Avevamo deciso entrambi di stare insieme e quindi andavamo avanti verso questa situazione. Non eravamo ancora fidanzati ufficialmente ma eravamo su quella strada.

Cinque, sei giorni prima che fosse martirizzata, abbiamo litigato, perché ero molto preoccupato per il suo gironzolare da sola per la città col rischio di essere catturata dalle proteste. Non sentivo che fosse sicura e abbiamo litigato per questo. Lei voleva vedere cosa stava succedendo, non era una parte della “rivoluzione verde” ma credeva nella libertà dell’Iran e voleva dimostrare il suo sostegno. Ma non era mai andata alle manifestazioni; era solo curiosa ed io non volevo che lo facesse. Era dispiaciuta che io non la appoggiassi in questo, così mi ha detto: “Tu mi appoggi in tutto il resto, perché non adesso?”

Non sosteneva nessuno degli attuali candidati ma sperava che con un po’ di aiuto forse questa poteva essere una strada che un giorno avrebbe condotto alla democrazia. Non credeva nella violenza né nell’aggressività, per questo non voleva unirsi alle manifestazioni.

Mi sentivo troppo protettivo per volere che fosse coinvolta in questo. Come posso spiegare, lei era un tesoro per me ed io volevo proteggerla, assicurarmi che niente di male potesse succederle.

A volte ho una sensazione sulle cose prima che accadano, una sorta di sesto senso ed avevo una cattiva sensazione che non riuscivo a scuotermi di dosso, per questo non volevo che lasciasse casa, che andasse in giro per la città come faceva sempre, che andasse vicino alle proteste, pensavo che non fosse sicuro ma lei insisteva ad andare a vedere cosa stava succedendo.

Avevamo un appuntamento per il giorno dopo. Dovevo vederla il giorno dopo quando è stata martirizzata.

Non stava andando alla protesta, ma era rimasta in macchina per più di un’ora, sai com’è guidare a Teheran, i tragitti possono essere così lunghi e c’è caldo adesso, estate piena, e siccome c’erano le manifestazioni c’era più traffico che mai. Aveva caldo, l’aria condizionata nella sua macchina era rotta… Avrei dovuto riparare l’aria condizionata della sua macchina ma non c’ero arrivato.

Così è uscita dalla macchina per sgranchirsi le gambe. Era col suo maestro di musica e stavano facendo un giro nei dintorni, erano abbastanza lontani dalle manifestazioni, in nessun modo vicino ai guai, solo ai confini, quando all’improvviso le hanno sparato. Avete visto quello che è successo, non ne posso parlare…

Penso che la morte sia una cosa naturale, è un altro stato dell’essere come il dormire, un’altra fase che tutti dobbiamo affrontare nella vita. Ma questo vale per la morte naturale; essere uccisi, essere uccisi non è naturale.

Le persone non hanno il diritto di prendere la vita di un altro essere umano. Mai.

Solo chi ha dato la vita può portarla via. Dio, non le persone. Nessuno ha il diritto di prendere la vita di un altro essere umano, è sbagliato.

Come può qualcuno permettersi di uccidere un’altra persona, una persona indifesa e innocente, una dolce e bella ragazza che non ha mai neppure raccolto una pietra, perché deve morire, perché devono morire sempre quelle come Neda? Non hanno diritti? Hanno preso tutti i nostri diritti, stanno per privarci anche del diritto alla vita? Non hanno diritto di vivere? Non abbiamo il diritto di respirare, di vivere, di camminare, di amare e di cantare?

Lei voleva libertà per la nazione in modo logico, libertà di pensiero e di vita. Non era molto colpita da nessuno dei candidati ma comunque sperava che queste proteste potessero portare a una maggiore libertà per il paese.

Invece, le hanno preso la sua libertà, la sua libertà di vivere, di respirare.

Non ho aspettative per questo regime, sono contro di loro e non mi aspetto da loro niente di meglio, per questo non sono deluso dalle loro azioni. Ma penso che se questo regime sarà così palese nel suo maltrattamento del popolo, nel non ascoltare ciò che vogliono e ciò che il loro cuore desidera, se questo regime si metterà contro il popolo in modo così netto, allora perché non ne possiamo parlare? Perché non possiamo discutere i nostri problemi? Perché dobbiamo essere picchiati e uccisi? Perché usano i lacrimogeni e i tubi dell’acqua e i proiettili e i proiettili a salve e le sirene per colpirci? Perché uccidono le Neda di questo mondo per i loro stupidi giochi di potere e fingono che non ci sia niente di sbagliato?

In questi giorni che sono passati dal suo martirio sono stato fuori di me ma sono impegnato con le persone che sono venute a trovarmi e si sono unite al mio dolore. Avevamo molti amici, tutti sono qui, nessuno mi lascia solo, sono appoggiato da tutti i nostri amici e dalla famiglia.

Non riesco a fare niente, Neda era tutta la mia vita e quindi non so come potrò andare avanti. Non riesco ancora a crederci. Non mi interessa se mi faranno qualcosa adesso, hanno portato via la mia ragione di vita.

Anche la sua famiglia è sotto shock, siamo molto uniti. Non ci credono, non è credibile… Come può succedere una cosa del genere? Siamo in contatto e ci appoggiamo l’uno all’altro come possiamo ma davvero come possiamo? Siamo increduli. Lei aveva una sorella maggiore e un fratello minore.

E’ stato difficile avere il suo corpo dalle autorità. Era in un obitorio fuori da Teheran. Gli ufficiali dell’obitorio hanno chiesto se potevano usare alcune parti del suo corpo per trapianti per altri pazienti. La sua famiglia ha accettato perché la volevano seppellire il prima possibile, ma non sapevamo per cosa volevano usarla.

Non hanno permesso che tenessimo un funerale per lei, secondo la nostra tradizione, tre giorni dopo la morte. E’ stata seppellita a Behesht Zahra nel sud di Teheran la domenica. Ci hanno chiesto di metterla in una zona in cui hanno già tombe aperte per i ribelli che hanno ucciso o che programmano di uccidere. Le autorità sanno che lei è diventata un simbolo dell’ingiustizia di questo regime per il resto del mondo e per questo hanno paura di lasciarci fare il funerale. Ma come possiamo piangerla in questo modo, come possiamo celebrare la sua vita se non ce lo lasciano fare?

Annunci

One Response to Neda era una ragazza dolce, chiedeva solo giustizia…

  1. Rossella ha detto:

    è una lettera davvero commovente…
    il fatto che non abbiano lasciato ai familiari il diritto di farle un funerale è certamente prova della paura che ha il regime delle contestazioni, ma basterà a smuovere qualcosa? perchè nessun paese è intervenuto?
    Ogni paese è sovrano nei suoi confini, ma non tanto da uccidere i suoi cittadini: questo doveva essere impedito

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: