Per amore di Neda.

Neda
Oggi è il decimo giorno di protesta in Iran.
La repressione del regime iraniano contro il proprio popolo lo delegittima agli occhi del mondo. Non mi aspetto interventi diretti da parte delle potenze occidentali. Non sarebbe utile ai manifestanti, che finalmente potrebbero essere schiacciati con ancora maggiore forza da Ahmadinejad e Khamenei con la scusa di essere spie pagate per sobillare gli animi dal grande demonio Usa. Anche le parole di apertura e di speranza di Barack Obama sono state manipolate dal regime. Il presidente americano invitava Teheran a non colpire i manifestanti pacifici. La traduzione in farsi delle sue parole incitava alla rivolta. Questa è la manipolazione che questo regime attua sull’informazione.
Internet però non è soggetta al controllo dei tiranni. Sulla rete le immagini e la verità su quanto sta succedendo può circolare libera. Grazie alla rete abbiamo appreso il nome di una giovane eroina, Neda Agha-Soltan uccisa con un colpo al petto mentre marciava disarmata per amore della libertà. Neda è una martire, una delle tante purtroppo, di un regime che ha dimenticato la pietà e che uccide il suo stesso popolo quando questo ha il coraggio di sollevarsi.
Neda era nata nel 1982, una ragazza come quasi tutti i manifestanti di una nazione che è composta soprattutto da giovani. Più del 70% degli iraniani hanno meno di trenta anni. Neda era una studentessa e marciava accanto ai suoi professori: sono stati loro a tentare inutilmente di soccorrerla. Ecco perché sta succedendo tutto questo: il vecchio tiranno Khamenei  non capisce nulla del suo popolo che lo ha ormai superato e lasciato indietro nella sua aderenza a valori ormai ingiustificabili che umiliano e perseguitano le donne e le minoranze in Iran. I giovani iraniani si ribellano al regime ma non lo fanno perché corrotti dagli Stati Uniti. I manifestanti in verde vedono nel loro futuro una scelta: l’obbedienza ad un regime crudele e discriminatorio o la ribellione contro questa ingiustizia e per la democrazia.
Smettiamo di guardare a quello che sta succedendo in Iran con gli occhi del novecento. I giovani di Teheran vogliono la libertà e la democrazia: come possiamo aspettare nello schierarci al loro fianco?
Anche se le elezioni non fossero state falsate, cosa di cui ormai non dubita più nessuno, il diritto dei manifestanti ad esprimere la loro opinione non deve essere represso nel sangue. I funerali di Neda sono stati tenuti in silenzio. Il regime ha vietato la partecipazione degli amici della ragazza. E’ evidente la paura che hanno dei simboli.
L’Iran come lo conoscevamo fino a dieci giorni fa non esiste più. Milioni di giovani, coraggiosi come Neda, marciano anche oggi per la libertà e per la democrazia. La repubblica islamica nata nel 1979 è ormai morta. Al suo posto c’è un regime spietato che non esita a uccidere gli inermi  e che sta perdendo giorno dopo giorno, ora dopo ora tutto il fascino che possedeva nel mondo sciita. La mia speranza è che la morte di Neda e dei suoi compagni non sia avvenuta invano.

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One Response to Per amore di Neda.

  1. Rossella ha detto:

    è terribile, terribile, terribile. non ho parole

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