Il corpo delle donne.

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Ieri notte, mentre tornavo a casa, ho visto una scena molto triste. Due ragazzine, vestite da veline, erano sedute sul ciglio della strada. Una singhiozzava tenendosi la testa tra le mani, l’altra la abbracciava e la cullava piano. Erano due prostitute.
Ho avuto vergogna, non mi sono avvicinato. Ma dentro mi chiedevo perché piangesse e speravo che fosse una cosa da ragazzine: ora mi vergogno della mia vergogna. Perché nel dolore di una donna che viene usata e umiliata tutti i giorni non sono riuscito a vedere altro che un corpo. Non ho guardato la persona ma la professione. Mi sono inconsapevolmente unito al gruppo di coloro che ogni giorno le offende e le ignora: purtroppo si tratta di uno sport nazionale.
Le prostitute sono un simbolo, un’immagine delle donne che sta diventando luogo comune in Italia: ragazzine per le strade, in discoteca, in televisione pronte a vendere il loro corpo a uomini che non le vedono come individui. Donne che di fronte alla consapevolezza di partire svantaggiate nella competizione per un posto di lavoro e per una vita dignitosa, accettano compromessi sempre più duri. Ma col passare del tempo la posta si riduce: ci si prostituisce per qualche dose di stupefacenti già da minorenni, per un posto da ragazza immagine nelle televisioni locali e nazionali, per una mano nell’allestire un’impresa o per una candidatura alle elezioni, come Patrizia D’Addario la cui storia sta riempendo le pagine dei giornali in questi giorni (molto meno se ne parla nei tg, guarda caso).
Proprio il premier, Silvio Berlusconi è il campione nazionale del disprezzo verso le donne. Sappiamo oggi che le paga per trascorrere del tempo con loro, che sfoglia i book delle agenzie di moda per scegliere qualche ragazzina dal volto angelico, che seduce ragazze che potrebbero essere sue figlie o nipoti e regala loro spettacoli in televisione.
Ma neppure i giornali scherzano. Ogni giorno le versioni online di Repubblica e del Corriere della Sera si riempono di immagini di ragazze nude, di video rubati alle popstar, di scatti provocanti e licenziosi. Non è giusto fare di tutta l’erba un fascio, non voglio passare per moralista, ma tutti questi indizi presi insieme danno la prova di un paese che considera in modo vergognoso le sue cittadine. Il documentario Il corpo delle donne, disponibile in rete, è il segno di questa deriva sessista.
La nostra responsabilità deve essere sottolineata come punto di partenza per un cambiamento necessario. Il sesso non è il fine ultimo di questa passione per la donna-oggetto: lo scopo è l’umiliazione di tutte le donne.
Non possiamo più accettarlo, non possiamo girarci dall’altro lato e dire, tanto non è mia figlia, non è mia sorella, non è mia madre, non è la mia ragazza. Perché il giorno in cui queste donne saranno umiliate arriverà solo come conseguenza di tutte le umiliazioni che abbiamo visto e che non ci hanno provocato nessun moto di protesta.
Il cambiamento parte anche oggi, se lo vogliamo.

Diceva Anna Magnani al truccatore: “Non levarmi le rughe, lasciamele tutte, non me ne togliere neppure una. Ci ho messo una vita a farmele”.

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2 Responses to Il corpo delle donne.

  1. Claudia Zanotti ha detto:

    una volta le donne si ribellavano,oggi si adeguano.
    E’ una situazione orribile,ma alle volte mi vien da pensare che sia quello che vogliono(ovviamente nn mi riferisco alla prostituzione ma a tutto quelle bambine veline che vedo uscire dalle scuole ogni giorno).
    Forse non vogliono cambiare, vogliono prorpio essere così, con le labbra a canotto, gli zigomi in testa, tacchi a spillo per andare in spiaggia…Gli uomini italiani non hanno rispetto delle donne ed è vero, ma ciò che mi schifa di più è che siano le donne stesse a non rispettarsi.

  2. Sergio Petrona Baviera ha detto:

    Sono parzialmente d’accordo con te.
    E’ necessaria una presa di posizione delle donne italiane contro questa vergogna. Ma come vedi sono soprattutto uomini vecchi, bavosi e sessuomani che ci governano. Liberarsi di loro deve essere lo scopo finale!

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