Una nuova rivoluzione in Iran?

Manifestazione a Teheran.
La situazione a Teheran è in costante mutamento.
Il leader dell’opposizione ad Ahmadinejad è stato visto tra la folla che sta riempendo le strade della capitale iraniana.  Mousavi non sarebbe più dunque ostaggio delle forze di polizia del regime ed insieme al candidato della “rivoluzione verde” starebbero marciando centinaia di migliaia di persone, qualcuno dice addirittura milioni.
Le notizie arrivano con difficoltà a causa dell’ostruzionismo del regime islamista. Le televisioni straniere sono oscurate, quelle iraniane non trasmettono alcuna immagine della manifestazione e nessuna informazione arriva al popolo iraniano attraverso i canali tradizionali. Sono i milioni di iraniani all’estero a informare le proprie famiglie tramite mail, descrivendo la situazione vista dall’esterno. Il live blog di Andrew Sullivan delinea una situazione esplosiva e assolutamente inaspettata. I manifestanti ormani non chiedono solo che le elezioni vengano ripetute con un maggiore controllo democratico: i nuovi rivoluzionari iraniani chiedono cambiamenti radicali in economia, politica estera e domestica. Chiedono la fine del nazionalismo estremo del presidente uscente che lo ha portato a negare l’olocausto e a mettere in discussione l’esistenza di Israele. Ora che si sono spinti fino ad esprimere in questo modo la loro opposizione al regime di Ahmadijad e Ali Khamenei non possono tornare indietro.
Non a torto Francesco Costa parla di nuova Tien an Men. Sono passati 20 anni da quando le immagini di pochi coraggiosi studenti che sfidavano il regime cinese fecero il giro del mondo. Anche oggi gli studenti sono una parte considerevole delle folle in tumulto, così come furono protagonisti della rivoluzione islamica khomeinista del 1979. In Cina, nel timore di entrare in un pantano che coinvolgeva le maggiori potenze mondiali, l’Onu non si intromise e permise al regime di esercitare la sua violenza contro gli oppositori. Nessuna traccia rimane oggi del ragazzo che coraggiosamente si pose davanti ai carri armati in quella drammatica giornata del 1989.

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Non possiamo sapere se la grande rivolta di oggi sia destinata a finire con una sconfitta o con un successo.  Non sappiamo se il regime anacronistico degli ayatollah abbia i giorni contati o sia destinato a resistere nel tempo.
Ma l’indifferenza verso la sofferenza e la lotta di centinaia di migliaia di persone non può essere la nostra risposta. L’Unione Europea rifiuti il riconoscimento del risultato delle ingiuste elezioni iraniane: i dati ci sono, si sapeva dall’inizio che sarebbero state elezioni fantoccio. Non c’è tempo per esitare.

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One Response to Una nuova rivoluzione in Iran?

  1. […] sentita. Nel 1979 un popolo prese in mano il suo destino ma lo affidò alle persone sbagliate. Nella sua storia ci sono gli elementi di un riscatto che potrebbe avvenire presto. Oggi stesso le strade di Teheran si riempiranno di nuovo di studenti, di donne e di uomini che […]

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