I miserabili fallimenti di Diego Cammarata.

cammarata
E’ il momento di dire basta.

La seconda amministrazione Cammarata, eletta nel 2007 ha finalmente toccato il fondo ma ha purtroppo portato con sé l’intera città di Palermo. Lo spettacolo osceno davanti agli occhi dei cittadini e dei turisti è quello di un vergognoso accumulo di sporcizia e rifiuti causato dal rifiuto dei lavoratori dell’Amia, famigerata azienda municipalizzata addetta alla rimozione della spazzatura, di prolungare il tempo di lavoro attraverso straordinari, il cui pagamento è al momento in forse. L’Amia è stata al centro di polemiche per cattiva amministrazione negli scorsi mesi, polemiche legate proprio al comportamento del sindaco che ha rifiutato di costituirsi parte civile contro l’azienda per le malversazioni delle quali gli amministratori della stessa sono accusati. Ma il miserabile fallimento riguarda tutti i rami dell’amministrazione cittadina in una successione di scelte assurde e dannose che hanno messo in ginocchio la città.
Il sindaco Diego Cammarata è stato eletto nel 2007 per il suo secondo mandato consecutivo sconfiggendo il candidato delle sinistre unite Leoluca Orlando. Già nelle ore successive alle elezioni c’erano state accuse durissime da parte del candidato dell’opposizione che aveva parlato apertamente di brogli elettorali, ed era stato prontamente rimproverato e tacciato di scarso spirito democratico. I fatti sembrano però dare ragione alla parte sconfitta dopo l’arresto di alcuni presidenti di seggio accusati di avere falsato le elezioni, anche se l’inchiesta è ancora in corso da parte della magistratura.
L’amministrazione Cammarata ha potuto contare nei suoi anni di governo su una situazione contingente sicuramente positiva a livello politico, essendosi insediata all’inizio durante un governo nazionale, regionale e provinciale dello stesso colore. Questa maggioranza ha avuto una breve sosta durante il poco fortunato governo Prodi. Sono quindi assurde le pretese di chi vuole difendere il governo della città come reso difficile dalle istituzioni superiori. Perché ci sono soltanto due risposte ad accuse generiche verso l’alto di questo tipo. La prima è che tali accuse sono infondate. La seconda è che, anche se fossero vere, dipendono probabilmente dalla scarsa capacità delle istituzioni locali di farsi ascoltare da chi comanda anche quando è di colori amici.
Uno degli scandali più evidenti dell’amministrazione Cammarata bis è stato senza dubbio quello della viabilità. La città di Palermo ha un grado di inquinamento pericoloso per la salute pubblica. La decisione di costituire delle zone a traffico limitato cona accesso consentito solo ai nuovi modelli meno inquinanti non era di per sé distante dalla normale amministrazione che viene messa in atto nelle altre città italiane. Purtroppo però la giunta Cammarata si fece riconoscere anche in quel caso, dando inizio ad una sottoscrizione per l’assegnazione dei pass alle macchine dei palermitani a seconda della data di immatricolazione e delle caratteristiche della macchina, pur sapendo che la procedura per iniziare la distribuzione (a pagamento) dei pass era stata viziata da errori di forma. In questo modo il legittimo annullamento da parte del Tar dell’intero progetto ZTL ha costretto il comune ad un risarcimento milionario nei confronti dei cittadini, ancora in corso. Nel frattempo, l’azienda che aveva vinto l’appalto per la distribuzione dei pass e per la gestione dei servizi e che ha ricevuto regolarmente il denaro pattuito, è sotto accusa per presunte irregolarità nel bando di concorso.
Un altro capitolo interessante è quello che riguarda l’Amat, azienda municipalizzata dei trasporti. Il biglietto per un viaggio a bordo degli autobus del comune è salito al prezzo record di 1 euro e 20 centesimi, per un servizio scadente fatto da ritardi continui, sporcizia dei mezzi ed altre miserie, sintomi di una inadeguatezza complessiva che potrebbe essere uno dei simboli dell’amministrazione della città. L’aumento del costo del biglietto si ripercuote ovviamente sulla scelta degli automobilisti di lasciare la propria auto nei parcheggi (che di fatto non esistono) e scegliere il trasporto pubblico. A parità di prezzo, i cittadini preferiscono utilizzare i mezzi privati.
Un’altra gestione pessima è stata quella del patrimonio dei parchi della città. L’aggressione del parassita africano Punteruolo Rosso ha distrutto le palme palermitane, un tempo simbolo della città. Anche in questo caso l’intervento del comune è stato disastroso ed ha comportato un costo insostenibile per molte famiglie costrette al fai-da-te. L’insetto ha potuto tranquillamente pascersi delle palme e sembra ora aver cominciato ad aggredire altre piante con relativo allarme per l’agricoltura dell’area palermitana.
Il comune nel frattempo è allo stremo, vicino al dissesto economico. In una situazione di questo tipo ha fatto scalpore la scoperta del prezzo stracciato al quale vengono affittati numerosi immobili appartenenti al demanio comunale, quasi sempre riservati a sodali del sindaco e della sua amministrazione.
Diego Cammarata e la sua giunta sono il simbolo del modo in cui il centrodestra intende l’amministrazione del bene pubblico. Milioni di sprechi, servizi scadenti, pessima immagine all’estero e in Italia.
E’ arrivato il momento di cambiare pagina.

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8 Responses to I miserabili fallimenti di Diego Cammarata.

  1. manfredi ha detto:

    Non avrei saputo trovare parole migliori per descrivere una situazione assurda di cui non si parla nel resto d’Italia

  2. manu ha detto:

    non solo il biglietto amat costa un euro e venti..hanno pure separato il servizio autobus dal servizio metro!!
    anche la metropolitana costa 1 euro e 20, e vale 90 minuti, ma un’unica corsa!
    per andare all’università col mezzo pubblico dovrei spendere 4,80 euro al giorno!
    riescono a scoraggiare persino me che amo muovermi a piedi!!

  3. angelo ha detto:

    forse è meglio andarsene da questo posto,Cammarata l’hanno voluto i palermitani,non è arrivato lì per caso.

  4. emanuele ha detto:

    E’ stato ridicolo Berlusconi quando, sconfitto dalle elezioni, ha gridato ai Brogli e non Leoluca Orlando ..!!!

    Nessuno in Campania si è dimesso, dopo uno scandalo mondiale, e qui dovrebbe dimettersi il sindaco per molto meno…

    Ma, mi chiedo, la coerenza dove sta..?

  5. Sergio Petrona Baviera ha detto:

    Caro Emanuele,
    magari Bassolino e la Iervolino si fossero dimessi!
    Sicuramente io avrei approvato. Ma io posso parlare della mia città e sicuramente vorrei che si togliesse di mezzo per manifesta incapacità. Come hai visto se hai letto l’articolo questa dei rifiuti è solo l’ennesima goccia in vaso stracolmo.

  6. emanuele ha detto:

    Giustissimo.. ma o ci vegogniamo degli scandali in se (tutti).. e sosteniamo che chi sbaglia deve pagare e… dimettersi o altrimenti significa che parliamo con cognizione di “partito” e non con cognizione di causa..!!!
    Capisco il tuo discorso e i ragionamenti che ti portano alle tue conclusioni… ma manifesta incapacità è anche quella di Bassolino e di tutta l’amministrazione della Campania !!! Fare politica non significa soltano diffondere le circolari della sede nazionale, mettersi il prosciutto negli occhi quando si guarda dal proprio lato e malgiudicare l’operato degli altri per definizione. Fare Politica significa lavorare per il bene comune … Criticare un Sindaco che ha mal governato e difendere una amministrazione autrice di uno scempio a mi oavviso è lontanissimo dalla Politica, quella vera.

  7. Sergio Petrona Baviera ha detto:

    Scusa, ma dove mi hai visto difendere l’amministrazione campana? Non puoi averlo letto perché non l’ho mai scritto. Io non parlo di Bassolino perché non conosco la situazione.
    Cammarata è l’espressione di un modo di governare vergognoso. Per questo dovrebbe dimettersi.
    Lavorare per il bene comune significa anche rimuovere questi rifiuti dalla politica.

  8. avvocati coraggiosi ha detto:

    Su Repubblica-Palermo è apparso oggi 15.2.2011 un articolo a firma di Isabella Napoli- a proposito dei netturbini del Comune inadempienti che non tolgono i rifiuti costringendo i commercianti ad assoldare un privato per un servizio che è tenuto a svolgere il Comune- che dovrebbe far rilettere molto i cittadini sull’inadempienze dell’amministrazione comunale.
    Se i cittadini pagano le tasse per lo smaltimento dei rifiuti, perchè il Comune non provvede ad erogare il servizio?
    Certamente non per mancanza di risorse economiche, considerato che il cittadino finanzia il servizio con la Tarsu. E allora perchè?
    Noi crediamo che le cause possono essere due: l’assenteismo del personale addetto al servizio e l’incapacità di chi ha la responsabilità politica ed organizzativa del Comune.
    In entrambi i casi le colpe non possono non ricadere sul Sindaco Cammarata e sulla sua giunta.
    Riteniamo inoltre che sia molto grave quanto riferito dai commercianti e cioè che “da tempo sollecitiamo al Comune la pulizia della strada e la bonifica delle aiuole. Ma non abbiamo mai ricevuto una risposta”. In effetti in tutta la città i marciapiedi e le aiuole sono in condizioni igieniche disastrose e più si va verso ed oltre la circonvallazione della città e più il problema diventa grave.
    E’ grave quanto riferito dagli abitanti del quartiere: se chi deve rendere un servizio pubblico è inadempiente, nonostante le sollecitazioni dei cittadini, potrebbe commettere un reato; e gli abitanti di un quartiere che si vedono negare ed omettere un pubblico servizio, potrebbero ricorrere anche alla magistratura presentando un esposto.
    In realtà, il problema vero è legato alla qualità e alle capacità dei politici siciliani che ricoprono importati incarichi istituzionali: sono loro che si scelgono i collaboratori e che nominano i dirigenti dei vari servizi, peraltro pagati a peso d’oro ed a spese dei cittadini. Se il politico si sceglie collaboratori incapaci, se ne deve assumere la responsabilità, cosa che dovrebbe fare Cammarata, che sembra un sindaco assente.
    Peraltro, tutti sanno che l’avvocato non venne eletto perchè ritenuto idoneo a svolgere il ruolo e capace a risolvere i problemi della collettività ma soltanto perchè amico di Miccicchè che lo propose come sindaco di Palermo a Berlusconi. E’ “un sindaco per caso” e certamente può definirsi “un effetto dannoso per la città di Palermo” dell’era berlusconiana”.
    Noi riteniamo che Cammarata, per i numerosi disservizi ormai cronici arrecati ai suoi concittadini, in una città normale, si sarebbe dovuto dimettere.
    Ma c’è di più: dovrebbe dimettersi in quanto avvocato, perchè i fatti oggetto del procedimento penale a suo carico si riflettono non solo sulla sua reputazione ma compromettono anche l’immagine della classe forense.
    Un ultima considerazione: chi ha le responsabilità del suo partito non avrebbe dovuto rimanere immobile, mantenendolo nell’incarico.
    Un sistema politico fatto di personaggi incapaci ed equivoci è estraneo agli interessi della collettività ed alla funzione della politica che è proprio un servizio per il bene comune.
    E’ sufficiente farsi un giro per la città di Palermo per rendersi conto dell’incapacità del sindaco a svolgere il ruolo di primo cittadino.

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