Sonia Sotomayor, il nuovo avanza anche alla Corte Suprema.

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Mentre alcuni giornalisti negli Stati Uniti ed anche in Italia si affannano per spiegare che il cambiamento portato dal nuovo presidente Obama nella politica americana è solo di facciata, le ultime notizie sembrano confermare che le novità nell’approccio presidenziale ci sono, eccome.
Il 26 maggio, il giudice Sonia Sotomayor è stata nominata membro della Corte Suprema dal presidente Usa, un gesto altamente simbolico (come lo è sempre la prima nomina presidenziale al più importante organo costituzionale di Washington). La donna è di origine ispanica e proviene dal Bronx, un quartiere noto in tutto il mondo per l’alto tasso di criminalità e di conflitto etnico. Obama dimostra con questa nomina, di essere l’esponente di un nuovo corso della politica americana, finalmente aperto non solo alla comunità Wasp, ovvero gli americani di origine anglosassone, da sempre protagonisti dell’establishment, ma anche alle moltissime minoranze che compongono il popolo americano.
La notizia è stata accolta con grande favore dai sostenitori di Obama che vedono affermarsi uno delle speranze con le quali avevano accompagnato il giovane senatore dell’Illinois alla Casa Bianca. Rimangono delusi anche coloro, ed anche in Italia sono numerosi, che vedevano il cambiamento americano come solo di facciata, con la politica americana sempre troppo dipendente dalle lobbies e da fantomatiche associazioni massoniche.
I delusi sono naturalmente i repubblicani. Attaccare il presidente su una decisione di questo tipo è difficile, come camminare su un camp0 minato. I GOP hanno il non facile compito di mettere in discussione la scelta di Obama senza cadere in invettive razziste e sessiste. Non sempre ci sono riusciti, date le intemperanze di Rush Limbaugh e Newt Gingrich, esponenti molto conosciuti e popolari del partito repubblicano, che non hanno esitato a definire la nomina come dimostrazione di un sentimento razzista suscitando aspre critiche anche all’interno del loro schieramento.
A mio parere, invece, la nomina di Sonia Sotomayor deve essere di esempio anche in Europa. In Italia, un presidente del consiglio ormai incapace di percepire il paese reale ha lanciato una invettiva contro chi vorrebbe un paese multietnico senza rendersi conto che la nazione che egli governa con sempre minore credibilità internazionale è già arricchita dalla presenza di esperienze e di culture differenti.
Per chi si riconosce nel cambiamento democratico messo in atto da Obama, è necessario lavorare per affermare i diritti di tutti gli individui che arricchiscono il nostro paese senza ricevere quasi nulla in cambio. Il futuro è già davanti ai nostri occhi, sarebbe assurdo girarsi dall’altra parte.

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