La diaspora del popolo Tamil.

sri_lanka_tamils_350Lo Sri Lanka è un piccolo paese, una nazione costituita da una sola isola vicina alla costa del gigante indiano. Per secoli questa isola è stata soggetta alla dominazione europea ed ha ottenuto la sua indipendenza nel 1948 dall’Impero britannico. Da sempre su questa isola c’è una profonda divisione etnica tra due etnie che sono diverse in tutto: i Cingalesi, che costituiscono oltre il settanta per cento della popolazione e sono buddisti, ed i Tamil ridotti ormai a meno del dieci per cento, ma in passato più numerosi. Da oltre tre decenni questi due popoli sono in lotta ma secondo le ultime notizie che provengono dall’oceano indiano, questa guerra civile è vicina alla fine.
In questa breve storia non mi interessa mettere in luce i torti e le ragione delle due fazioni in lotta. La mia conoscenza della situazione non è abbastanza profonda da emettere giudizi di qualsiasi sorta. Mi limiterò ai fatti. La preponderanza dell’etnia cingalese ha senza dubbio contribuito a rendere impari il confronto tra i due popoli. Come spesso è accaduto come conseguenza alla decolonizzazione, è stata una delle etnie presenti sul territorio a prendere il controllo della situazione. Nello Sri Lanka, noto come Ceylon fino al 1972, sono stati i Cingalesi a farlo.
Molto presto nella storia politica del nuovo paese indipendente è cominciata una sorta di Apartheid. I cittadini Tamil sono stati discriminati in moltissimi modi, in alcuni casi addirittura in modo esplicito con leggi approvate dal parlamento centrale. Questo, negli anni, ha prodotto due conseguenze. La prima, immediatamente evidente anche in Italia e a Palermo, è stata la migrazione degli esuli Tamil verso l’occidente. La comunità Tamil di Palermo è la più ampia che ci sia in Italia ed al suo interno sono emerse personalità notevoli che partecipano alla vita politica e alla società civile della città. La seconda ed altrettanto dolorosa conseguenza è stata la nascita delle Tigri Tamil, un movimento paramilitare che ha sposato la causa del proprio popolo mettendo in atto azioni terroristiche e di guerriglia che miravano alla costituzione di una regione indipendente nell’isola di Ceylon. Dal 1976 i due esiti della persecuzione del popolo Tamil si sono intrecciati, con gli esuli accusati di finanziare un gruppo terrorista e le Tigri stesse che si difendono dichiandosi difensori del loro popolo. D’altra parte, un vecchio detto delle relazioni internazionali recita: il mio terrorista è il tuo combattente per la libertà.
Ma, come dicevo in apertura, la guerra sta per finire. La superiorità militare dell’esercito cingalese sta per schiacchiare la resistenza Tamil. Le azioni di guerriglia delle Tigri (che negli anni hanno compreso attentati suicidi, operazioni militari su piccola e media scala, e uccisioni mirate di personaggi politici) hanno esasperato il governo centrale che ha deciso di mettere fine alla guerra civile. Le violenze che in questo momento vengono compiute dalle due fazioni sono probabilmente al di là della nostra immaginazione. Come sempre sono i civili le vittime predestinate e questo è ancora più ovvio dato il carattere interno del combattimento, una situazione nella quale distinguere tra combattenti e cittadini inermi diventa un’impresa al di fuori delle possibilità di qualsiasi comando militare. Un esodo senza precedenti sta coinvolgendo migliaia di cittadini Tamil che fuggono dalla zona interessata dall’attacco.
Secondo il Sunday Times di oggi, il presidente della repubblica cingalese dovrebbe annunciare domani, 18 maggio 2009, la sconfitta delle Tigri.  Una nuova stagione di sofferenza ed esilio si apre per i Tamil. E’ troppo tardi per l’intervento della politica internazionale e per i tentativi di pacificazione.
La comunità internazionale dovrebbe adesso occuparsi dei profughi Tamil, assicurandosi che le violenze abbiano fine e che non vengano compiuti ulteriori delitti contro l’umanità nello Sri Lanka.

Update: I ribelli Tamil si sono arresi. Adesso bisogna vedere che decisioni prenderà il governo centrale dello Sri Lanka. Purtroppo non ci sono ottime prospettive per i profughi anche se si può sperare che il governo cerchi la conciliazione nazionale. In ogni caso sarebbe opportuno ripristinare il diritto d’asilo politico in Italia per il popolo Tamil.

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