Difendere Frattini.

frattini1La decisione del governo italiano di non aderire alla Conferenza Mondiale sul Razzismo di Durban2 a Ginevra, come dichiarato dal ministro Frattini, è una scelta importante che non deve essere strumentalizzata.
La prima conferenza sul razzismo a Durban, in Sudafrica, si tenne nell’estate del  2001. La scelta della nazione africana da parte dell’ONU, come luogo di incontro e di discussione contro le istanze razziste fu senza dubbio un ottimo inizio per i lavori preparatori della conferenza. La fine dell’Apartheid e la presenza di un presidente di colore dopo gli anni dell’oppressione e dell’isolamento sudafricano erano una garanzia della possibilità dell’uomo di emendarsi e di superare le differenze e l’odio. Purtroppo i lavori della conferenza non furono un successo: da una parte le pretese, giustificate, di una riparazione ai torti compiuti attraverso la schiavitù ai popoli africani sostenute dalle nazioni del continente nero trovarono un’accoglienza tiepida da parte degli europei; d’altra parte, fu presentata una mozione che equiparava il Sionismo, ovvero il tentativo di costituire uno stato totalmente ebraico, al razzismo. Questa mozione fu considerata inaccettabile da Israele e dagli Stati Uniti che abbandonarono la Conferenza, non a torto. Le conclusioni non furono infatti ritenute valide neppure da Amnesty International e hanno costituito la base per il libro Left in Dark Times: A Stand Against the New Barbarism del filosofo francese Bernard-Henri Lévy che accusa la sinistra internazionale di aver perso di vista i suoi ideali per combattere pregiudizialmente tutte le posizioni filo-americane, sostenendo in questo modo anche l’antisemitismo.
Questa tendenza è ancora presente in buona parte della sinistra italiana e meriterebbe una riflessione più approfondita. Ma tornando alle decisioni di Frattini, devo ricordare come Durban 2001 abbia regalato a dittatori come Ahmadinejad un trampolino attraverso il quale ribadire l’opposizione all’esistenza stessa dello stato di Israele. Attenzione, criticare Durban non vuol dire abbracciare le operazioni di guerra compiute da Israele negli ultimi anni ma piuttosto rifiutare un approccio manicheo che vuole attribuire tutti i torti ad una sola parte quando essi sono talmente diffusi e condivisi da non essere più distinguibili. La convocazione riparatoria di una nuova conferenza a Durban, che si terrà nei prossimi giorni è al centro di grandi polemiche. Molti paesi hanno annunciato il loro boicottaggio, Italia compresa: la ripetizione delle stesse polemiche del 2001 appare probabile ed una nuova risoluzione che osteggiasse Israele non sarebbe sicuramente utile alla soluzione del conflitto mediorientale. 
Le Nazioni Unite non possono farsi carico di questa responsabilità.

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One Response to Difendere Frattini.

  1. […] si sta tenendo a Ginevra in questi giorni ha confermato fin dal suo inizio le peggiori paure che avevano spinto il governo  italiano, insieme ad altri paesi, fra i quali gli Usa e Israele, a boico…. Il podio riservato al dittatore iraniano Ahmadinejad per i suoi insulti ad Israele ha costituito […]

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