I clandestini ed il terremoto.

Oggi è un giorno di lutto e di dolore condiviso. Il conto delle vittime ufficiali del sisma in Abruzzo è arrivato a 289 e ci sono tristi previsioni per i prossimi giorni nonostante la speranza di ritrovare vivi alcuni dei dispersi. Nel frattempo in rete si è diffusa una nuova polemica che riguarderebbe il numero reale dei morti. Mi è abbastanza oscuro il motivo per il quale qualcuno potrebbe avere interesse  a coprire la reale quantità dei morti nel sisma e temo che si diffondano in fretta leggende metropolitane o miti oscuri su una vicenda che presenta già gravi spunti di polemica. I responsabili delle incurie nella costruzione degli edifici dovranno risponderne così come saranno chiamati a difendersi gli organizzatori dei soccorsi se dovesse essere verificato che ci sono state delle mancanze. Sul banco degli imputati hanno deciso di sedersi anche i giornalisti che da lunedì si stanno impegnando in un’azione di sciacallaggio senza precedenti verso gli abruzzesi. Vorrei chiedere loro scusa a nome di tutti gli italiani.
Ma una nuova polemica si è aggiunta in queste ore: moltissimi immigrati clandestini sarebbero rimasti tra le macerie e nessuno ne reclamerebbe la scomparsa. C’è probabilmente un fondo di verità in una notizia di questo tipo ma l’allarmismo non deve essere esagerato. Il motivo principale è che i soccorsi non cercano superstiti con l’aiuto dell’anagrafe, dando la precedenza ai registrati, ma piuttosto ricercano tra le rovine a tappeto con l’aiuto dei cani. Sono sicuro che ogni sforzo viene fatto per salvare i vivi. Quando le speranze si spegneranno verrà senza dubbio il momento di interrogarsi sulle condizioni di vita alle quali erano costretti gli immigrati irregolari a L’Aquila ed io spero che qualche voce si levi per raccontarne le esperienze. Oggi è necessario continuare a cercare.
Ma quanti erano gli irregolari nell’area colpita dal terremoto? Questo dato statistico è  evidentemente difficile da ottenere. Ho provato con l’aiuto delle statistiche più aggiornate a farmi un’idea per cercare anche di dare un numero alle probabili vittime tra gli stranieri irregolari e soprattutto per quantificare i dispersi. Secondo dati della UIL il numero degli stranieri regolari residenti a L’Aquila era di 12.578 nel 2004. E’ credibile che questo dato sia cambiato negli ultimi anni ma questa è la cifra più recente che ho trovato. Secondo la Caritas ci sono in Italia oltre tre milioni e mezzo di residenti stranieri su tutto il territorio nazionale. L’Abruzzo non è una delle regioni italiane con il maggiore flusso di immigrati ma ovviamente ce ne sono moltissimi ed una parte di questi sono irregolari. Ma quanti?
Questo è sicuramente il dato più controverso. La percezione della clandestinità degli stranieri in Italia è sicuramente influenzata dai mass media ma i numeri reali tendono a smentire che i clandestini siano in numero pari o superiore ai regolari. Secondo l’Ismu gli irregolari in Italia sarebbero 200.000 mentre il numero salirebbe addirittura a 800.000 per l’istituto Eurispes: il dato statistico porterebbe a una presenza di irregolari intorno al 15% per cento del totale nazionale degli stranieri. Operando in modo non del tutto ineccepibile dal punto di vista statistico possiamo supporre che dunque sui circa 15.000 stranieri presenti a L’Aquila ce ne fossero un migliaio irregolari. La mia speranza è che tutti loro si siano salvati ma è normale che alcuni di essi siano morti; allo stesso tempo è abbastanza scontato che i sopravvissuti sfuggano ai conteggi ufficiali perché con il clima che si è diffuso negli ultimi mesi in Italia, l’autorità costituita viene sempre vista con sospetto dagli immigrati, che essi siano clandestini o meno.
Nell’esprimere il cordoglio per le vittime, alcune delle quali resteranno necessariamente ignote, è giusto non esagerarne il numero. Alcune di loro sono state già recuperate dalle macerie ed è evidente che ai morti non vengono chiesti documenti di identità. Detto questo è giusto che le autorità nazionali si rendano conto del problema e provvedano a trattare allo stesso modo tutte le vittime del terremoto. Al momento della ricostruzione si tengano in considerazione anche le esigenze di chi già non aveva nulla ed ha allo stesso tempo perso tutto.

Ricordo il numero a cui effettuare le donazioni per le vittime:

Tim, Vodafone, Wind e 3 Italia, d’intesa con il Dipartimento della Protezione Civile, hanno attivato la numerazione solidale 48580 per raccogliere fondi a favore della popolazione dell’Abruzzo gravemente colpita dal terremoto. Ogni Sms inviato contribuirà con 1 euro, che sarà interamente devoluto al Dipartimento della Protezione Civile per il soccorso e l’assistenza. Sarà possibile anche donare 2 euroattraverso chiamata da rete fissa di Telecom Italia, utilizzando lo stesso numero

48580

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