Terremoto, solidarietà e polemiche.

Mentre la terra continua a tremare in Abruzzo tutta Italia si sta mobilitando in una splendida gara di solidarietà.  Vi segnalo un’iniziativa per la raccolta fondi, tra le tante.

Tim, Vodafone, Wind e 3 Italia, d’intesa con il Dipartimento della Protezione Civile, hanno attivato la numerazione solidale 48580 per raccogliere fondi a favore della popolazione dell’Abruzzo gravemente colpita dal terremoto. Ogni Sms inviato contribuirà con 1 euro, che sarà interamente devoluto al Dipartimento della Protezione Civile per il soccorso e l’assistenza. Sarà possibile anche donare 2 euroattraverso chiamata da rete fissa di Telecom Italia, utilizzando lo stesso numero

48580

Nel frattempo grande spazio viene dato in rete alle dichiarazioni del tecnico dell’INAF Giampaolo Giuliani. Il ricercatore, che si occupa principalmente di astrofisica è anche appassionato di sismologia ed ha proseguito per conto suo ricerche per la determinazione di una tecnica che preveda i terremoti per permettere l’evacuazione delle zone interessate attraverso lo studio delle fuoriuscite del gas Radon dalla crosta terrestre. Alla fine di marzo Giuliani aveva cercato di avvertire la protezione civile di un possibile terremoto nell’area di Sulmona ma era stato dichiarato inattendibile ed addirittura denunciato per procurato allarme. C’è da dire, prima di lasciarsi andare ad una facile indignazione, che le previsioni di Giuliani erano di fatto sbagliate. Se si fossero seguite le sue indicazioni l’area di Sulmona, che si trova a 112 chilometri da L’Aquila, sarebbe stata evacuata più o meno una settimana fa ma è ragionevole pensare che al mancato verificarsi del terremoto annunciato, gli sfollati sarebbero rientrati dentro le proprie case o peggio ancora si sarebbero rifugiati in altre zone limitrofe, magari proprio nelle aree interessate dal terremoto di domenica notte. Per la comunità scientifica internazionale, inoltre, non esiste alcun modo di prevedere un terremoto in anticipo. 
Lasciando da parte la querelle Giuliani è necessario concetrarsi sul vero problema che si è manifestato questa settimana in Abruzzo. Il terremoto, certamente non il più forte registrato negli ultimi anni su scala mondiale, ha causato decine di morti ed il crollo di moltissimi edifici privati e pubblici. Anche case costruite in tempi recenti non hanno retto alla furia delle scosse e sono andate in pezzi. La denuncia che deve sollevarsi è contro chi ha costruito o ha permesso che fossero costruiti tali edifici ignorando le basilari regole antisismiche che devono essere osservate in un paese che come il nostro si trova a combattere periodicamente contro sciami sismici. La riflessione deve estendersi naturalmente alle opere che saranno completate nei prossimi anni sia per la ricostruzione dell’Abruzzo sia per l’eventuale impresa di costruzione delle grandi opere. E’ inimmaginabile, per esempio, pensare di costruire un ponte proprio sulla zona sismica per eccellenza d’Italia, quello stretto di Messina che è stato protagonista del terremoto più disastroso del novecento, quello del 1908. Allo stesso modo, la costruzione e l’ampliamento incontrollato di edifici già esistenti può essere deleterio per il territorio e i cittadini. Un piano casa che non tenesse conto di questi problemi sarebbe concepito molto male in partenza. Speriamo che la tragica esperienze delle vittime abruzzesi serva almeno a questo.

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