Brevi osservazioni sul G20.

Mentre le strade di Londra venivano messe a ferro e fuoco dai manifestanti e la protesta si infiammava nelle fabbriche francesi con una intensità che non si vedeva dagli anni sessanta, i grandi della terra erano riuniti a Londra per il summit del G20. La stampa internazionale non si è occupata praticamente di altro negli scorsi giorni e lo stesso si può dire dei più importanti blogger specializzati in politica internazionale.
La grande novità dell’incontro è stata senza dubbio la prima visita ufficiale di Barack Obama in Europa. Gli altri leader fanno di tutto per farsi fotografare al suo fianco, in alcuni casi mettendo da parte la decenza…

BRITAIN-FINANCE-ECONOMY-G20

Oltre alla presenza del giovane presidente americano c’erano anche altri temi in ballo. Come si può facilmente capire ci sono grandi aspettative sulle decisioni che i venti hanno preso in questi giorni per fronteggiare la crisi economica. Se i francesi sono soprattutto concentrati sulle parole di Sarkozy e ritengono che il summit possa essere una buona occasione per fare sentire la voce della Francia e della Germania in un periodo nel quale gli Usa sembrano effettivamente in difficoltà, noi italiani sembriamo più interessati all’ultima gaffe di Silvio Berlusconi o allo strappo al protocollo compiuto dalla first lady americana Michelle Obama che ha abbracciato la regina Elisabetta.
La giornata di ieri è stata caratterizzata dai brevi incontri che Obama ha avuto con alcuni leader. Con la consueta arguzia David Rothkopf fa notare come la giornata del presidente sia sembrata un lungo speed date: brevi discorsi di una quarantina di minuti con Gordon Brown, Dimitri Medvedev, Hu Jintao e la regina Elisabetta. Ma l’approccio diplomatico di Obama sta avendo il successo desiderato in Europa? Non la pensa così Peter Feaver che ritiene che gli europei stiano dimostrando l’inconsistenza dell’approccio ispirato al soft power della politica estera di Obama a prescindere dalla reale eccitazione che i leader possano dimostrare per l’incontro del leader americano. Da oggi, con il  summit Nato che celebra i sessanta anni del patto atlantico si vedrà chi ha ragione.
Un summit di questo livello non può essere comunque sufficiente a risolvere i problemi economici internazionali e con buona pace del nostro premier non lo sarà neppure quello della Maddalena della prossima estate. I problemi che i paesi fronteggiano sono diversi ed a volte un approccio collettivo può addirittura essere dannoso. Come dice Stephen Walt: se questo summit non risolverà nulla, speriamo almeno che non crei nuovi problemi. Come avrebbero reagito i mercati finanziari alla notizia di un aperto disaccordo dei leader mondiali, se si fosse manifestato al G20?

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