Rothkopf su Berlusconi.

Il columnist della rivista Foreign Policy, David Rothkopf, analizza oggi il futuro incontro del G20 soprattutto nel suo aspetto mediatico. La presenza di Barack Obama potrà servire agli altri leader come occasione per mettersi in mostra al suo fianco. Segnalo questo articolo soprattutto per una battuta che fa ben capire quale sia la considerazione di cui gode il nostro paese a Washington nonostante gli anni di servilismo berlusconiano verso George W. Bush.

Barack Obama, media superstar, is likely to be in his element, flashbulbs popping, and throngs of spectators lining the streets to catch a glimpse of him. He is the most famous man in the world, telegenic, charming and, oh yes, an African American. For most of the countries in attendance at the G20 meeting, the thought of an ethnic minority rising to the level of political success Obama has achieved is unthinkable and the world is titillated by that, the boldness of his story and his charisma (and with some luck, they are learning something). (…) Silvio Berlusconi, doing everything in his power to remind the world that Italy truly no longer belongs at these meetings of the world’s most powerful countries, will offer one of his racist bon mots like last week’s comments that he was “paler” than Obama.
La mia traduzione:
Barack Obama, superstar mediatica, si troverà probabilmente a suo agio, con i flash dei fotografi e file di spettatori che si allineano lungo la strada per avere la possibilità di vederlo per un attimo. E’ l’uomo più famoso del mondo, telegenico, affascinante e, oh sì, Afroamericano. Per la maggior parte dei paesi che parteciperanno all’incontro del G20, il pensiero di una minoranza etnica che si innalza al livello di successo politico che Obama ha raggiunto  è impensabile ed il mondo è eccitato da questo, dal coraggio della sua storia e del suo carisma (e con un po’ di fortuna, stanno imparando qualcosa). (…) Silvio Berlusconi, che fa tutto quello che è in suo potere per ricordare al mondo che l’Italia non appartiene più davvero a questi incontri dei paesi più potenti del mondo, regalerà una delle sue battute razziste, come la frase della scorsa settimana in cui diceva di essere “più pallido” di Obama.

Per saperne di più:
La battuta di Berlusconi sul Telegraph. 
Il blog di David Rothkopf. 

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