La pena di morte nel 2008.

Amnesty International ha diffuso oggi i dati sulla pena di morte nel mondo per l’anno 2008. Ben 2390 uomini sono stati messi a morte. Il dato più inquietante riguarda la Cina che ha addirittura eseguito il 72% delle condanne nell’anno delle Olimpiadi di Pechino. Oggi è un giorno delicato per il colossale stato orientale: le agenzie mondiali battono la notizia dell’oscuramento di Youtube da parte del governo cinese, vera punta dell’iceberg in un paese nel quale i diritti umani semplicemente non esistono.
La maglia nera dell’occidente spetta agli Stati Uniti che hanno portato a termine  37 esecuzioni. Anche se il dato riporta una diminuzione delle condanne rispetto al 2007, si tratta di un numero inaccettabile. Un’ombra poco onorevole si staglia poi sull’amministrazione Bush 2000-2008, quella della tortura compiuta sul territorio nazionale (Guantanamo) e in Iraq.  Per fortuna, come sottolinea Thomas Ricks nel suo blog, il sistema americano sembra avere degli anticorpi.

Per saperne di più:
Il comunicato di Amnesty International
L’articolo di Thomas Ricks sulla tortura sotto l’amministrazione Bush.

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One Response to La pena di morte nel 2008.

  1. […] troppe visite. Tutto questo succede il giorno dopo la diffusione dei dati di Amnesty International, già raccontata su questo blog, che vede la Cina in prima posizione nel poco invidiabile primato delle esecuzioni capitali. Il mio […]

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