Gran Torino, 2008

Nelle sale dal 13 marzo il nuovo film di Clint Eastwood, ormai pressoché incapace di sbagliare un film dalla fine degli anni 80. Walt Kowalski è un operaio in pensione la cui unica passione è un auto, la sua Ford Gran Torino comprata con grandi sacrifici. Solo, temuto e detestato dai figli, il duro razzista Kowalski, reduce della guerra in Corea, trova una nuova e inaspettata famiglia nei vicini asiatici. Quando i nuovi affetti sono messi a repentaglio dalla violenza del mondo moderno, Kowalski non resta a guardare.
Il rapporto tra padri e figli rimane il tema principale dell’opera di Eastwood, dalle relazioni di sangue di Mystic River, allo sconvolgimento di una madre cui è stato portato via il figlio in Changeling. Ma il film gemello di Gran Torino è senza dubbio Million Dollar Baby. In entrambe le storie i giovani protagonisti hanno bisogno di una figura paterna che possa supplire all’assenza del padre o all’incapacità della famiglia di essere veramente famiglia. Ancora una volta un padre che non può essere padre, abbrutito dalla vita e senza speranza nella salvezza promessa dalla religione, ritorna a vivere malgrado tutto, quasi sorpreso dalla grazia che può albergare nei posti e nelle persone meno attese. Ignorato agli ultimi Oscar, Gran Torino è sicuramente il film dell’anno grazie alla recitazione mimetica di un immenso Eastwood ed a una storia capace di infiammare, divertire e commuovere. Il sogno americano secondo il conservatore Eastwood si alimenta come sempre di persone normali chiamate a imprese speciali, anche contro la propria volontà. Per fortuna che c’è ancora il vecchio Clint. 

Per saperne di più:                                                                      2971452274_01f81cc37f
Il sito ufficiale.
La scheda del film su Imdb

Voto: 9 / 10

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4 Responses to Gran Torino, 2008

  1. Alice ha detto:

    Concordo pienamente!!! Uno di quei pochi film che ti restano dentro! 🙂

  2. Rob ha detto:

    eggià, per fortuna che c’è ancora il vecchio Clint.

  3. cinemaleo ha detto:

    Intenso e appassionante, asciutto e tecnicamente perfetto, “Gran Torino” coinvolge come pochi lavori e ha il pregio di invitare a riflettere e a discutere (merce sempre più rara sul grande schermo… e non solo). Intelligentemente i “diversi” sono presentati con luci ed ombre (come ogni essere umano). Non abbiamo una favola buonista e irreale e questo rende il messaggio del film più concreto e convincente: Clint ci dice che ogni individuo è un caso a se stante, non va giudicato per l’etnia o il gruppo di appartenenza (come purtroppo per molti, troppi, oggi avviene).

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